Martedì sera, assie
me ad altri blogger, abbiamo partecipato ad una cena organizzata per il lancio delle Pasta Cup Barilla.
Si tratta di una porzione di pasta già condita, surgelata e racchiusa in un “tazzone blu Barilla”, pronto per il microonde.
Abbiamo assaggiato una delle varianti proposte (fusilli integrali alle verdure) e il prodotto ci è piaciuto. In poco più di 3 minuti si può avere una porzione abbondante di pasta al dente e ben condita.
Due riflessioni: la prima sul prodotto e la seconda sul brand.
Certamente la Pasta Cup è diversa dal piatto di pasta e dal sugo appena preparati, ma promette bene: è un giusto compromesso tra rapidità e qualità. Di certo non pretende di essere il “pranzo della domenica”, ma è un ottimo sostituto del pasto in ufficio.
Un punto di merito alla marca: pur producendo il consumer good per eccellenza, cerca di innovare e di andare incontro alle nuove esigenze dei consumatori. Allo stesso tempo, però, a tutela del brand e della sua identità è necessario far sì che l’alto tasso di innovazione non prevalga sul valore core di Barilla: la tradizione.

L’attività di 
L’arredamento in legno e le luci soffuse ricordano i saloon dei film western, i commessi e le commesse sembrano usciti da un college americano (tipo telefilm, per intendersi) e gli ultimi successi musicali americani vengono trasmessi a tutto volume. Tutto perfettamente americano, quindi.
Cosa NON fare col Web 2.0: un esempio pratico.
Pubblicato 28 Aprile, 2009 Branding online , Unbranded 2 CommentsTags: commento, conversazione, Opera Divani, relazione, web 2.0
Giusto pochi giorni fa, forti delle dichiarazioni di un’azienda come Unilver, ci immaginavamo un futuro roseo, in cui le aziende, pronte e capaci a conversare e creare relazioni con i propri consumatori, usavano in modo appropriato gli strumenti del web 2.0.
Oggi siamo costrette a tornare alla cruda realtà con questo “commento” di Opera Divani che arriva sul nostro blog. Non abbiamo filtri per i commenti, ma non appena abbiamo visto quello in questione, la prima tentazione è stata di depennarlo.
Meglio lasciarlo invece, perché forse un’azione è meglio di 1000 parole e il commento in questione è proprio l’esempio chiaro di quello che un’azienda NON DEVE FARE.
Quali obiettivi può avere il marketing di un’impresa che mette in campo un’azione del genere? Visite sul proprio sito? E poi, cosa rimane? Con chi si crea una relazione?
Essere sul web è importante, ma bisogna farlo in modo consapevole e competente. In una conversazione dal vivo non si interviene senza avere niente da dire ed anche in rete è meglio stare in silenzio, piuttosto che “parlare per dare aria alla bocca” (come si dice dalle nostre parti).
La realtà è che c’è ancora da lavorare. E molto.