Settembre è tempo di classifiche, almeno per quanto ci riguarda: esce, infatti, Best global brands elaborata da Interbrand e diventata ormai un punto fermo.
Qualche riflessione rapida per le marche più forti del 2009: i primi 5 posti restano invariati e ancora una volta Coca cola la fa da padrone. Ma non solo: anche IBM e Microsoft non scendono dal secondo e terzo posto almeno dal 2001.
La congiuntura economica però ha lasciato anche qui qualche traccia: scorrendo la classifica si nota che alla voce “change in brand value”, il cambiamento percentuale di valore del brand tra il 2009 e l’anno precedente non è sempre positivo. In molti casi c’è un decremento.
Per quanto riguarda il nostro Paese, la situazione resta quasi invariata rispetto all’anno scorso: è il comparto dei beni di lusso, l’unico in grado di competere con i brand stranieri. La moda si conferma una delle eccellenze italane: Gucci, Prada e, dall’anno scorso anche Armani, sono tra le prime 100 marche mondiali.
La classifica completa è qui.
Qualche riflessione rapida per le marche più forti del 2009: i primi 5 posti restano invariati e ancora una volta Coca cola la fa da padrone. Ma non solo: anche IBM e Microsoft non scendono dal secondo e terzo posto almeno dal 2001.
La congiuntura economica però ha lasciato anche qui qualche traccia: scorrendo la classifica si nota che alla voce “change in brand value”, il cambiamento percentuale di valore del brand tra il 2009 e l’anno precedente non è sempre positivo. In molti casi c’è un decremento.
Per quanto riguarda il nostro Paese, la situazione resta quasi invariata rispetto all’anno scorso: è il comparto dei beni di lusso, l’unico in grado di competere con i brand stranieri. La moda si conferma una delle eccellenze italane: Gucci, Prada e, dall’anno scorso anche Armani, sono tra le prime 100 marche mondiali.
ari casi e di fronte ad un brand che è, piuttosto, un
me ad altri blogger, abbiamo partecipato ad una cena organizzata per il lancio delle 
L’attività di 
Cosa NON fare col Web 2.0: un esempio pratico.
Pubblicato 28 Aprile, 2009 Branding online , Unbranded 2 CommentiTags: commento, conversazione, Opera Divani, relazione, web 2.0
Giusto pochi giorni fa, forti delle dichiarazioni di un’azienda come Unilver, ci immaginavamo un futuro roseo, in cui le aziende, pronte e capaci a conversare e creare relazioni con i propri consumatori, usavano in modo appropriato gli strumenti del web 2.0.
Oggi siamo costrette a tornare alla cruda realtà con questo “commento” di Opera Divani che arriva sul nostro blog. Non abbiamo filtri per i commenti, ma non appena abbiamo visto quello in questione, la prima tentazione è stata di depennarlo.
Meglio lasciarlo invece, perché forse un’azione è meglio di 1000 parole e il commento in questione è proprio l’esempio chiaro di quello che un’azienda NON DEVE FARE.
Quali obiettivi può avere il marketing di un’impresa che mette in campo un’azione del genere? Visite sul proprio sito? E poi, cosa rimane? Con chi si crea una relazione?
Essere sul web è importante, ma bisogna farlo in modo consapevole e competente. In una conversazione dal vivo non si interviene senza avere niente da dire ed anche in rete è meglio stare in silenzio, piuttosto che “parlare per dare aria alla bocca” (come si dice dalle nostre parti).
La realtà è che c’è ancora da lavorare. E molto.